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Questa é una piccola filastrocca in dialetto che le mamme cantavano ai loro bambini
E' dedicata a Mariella.
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Il Monumento ai Caduti, eretto tra il 1929 e il 1930 in località “Baggia” (sulla base rocciosa dietro la porta sud del Campo sportivo comunale), un punto elevato alle spalle del paese, ben visibile dal mare; fu spostato nel 1960 in piazza Pegli, numerando pazientemente pietra su pietra.
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Prima che fosse costruito, verso il 1930, il Mercato Comunale di via XX Settembre, Piazza Repubblica ospitava dei grossi appoggi in ferro, a forma di ferro di cavallo, dove i pescatori posavano le ceste del pescato e ne effettuavano la vendita diretta. Oggi il Mercato Civico é stato trasformato in una struttura polivalente essendo venuta meno la sua originaria destinazione d'uso.
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Nei primi anni del secolo, prima che Carloforte fosse dotata dell’acquedotto cittadino, rifornito direttamente dal bacino artificiale di “Nasca” (ora in disuso), il problema idrico era stato risolto dai pionieri con una grande cisterna, costruita a spese del Duca nel 1738, in un piccolo avallamento a nord del Castello. Nel 1790 furono costruite altre due capaci cisterne; il “Cisternone”, in una località chiamata “Cassebba”, dall'arabo “kasba”; e una terza cisterna costruita sotto l'attuale Sacrestia della Chiesa Parrocchiale San Carlo Borromeo.
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Verso il 1930 Carloforte cessò di essere capoluogo di Mandamento; fu soppressa la Pretura e con essa il Carcere Mandamentale. I locali del Carcere, già Castello del Duca, sono stati completamente ristrutturati e adibiti a Museo Civico.
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Dalle prime Scuole nate nel 1756 e sopravissute una sola ... estate, rinate alla fine del secolo a totale spesa della Comunità; Carloforte vanta oggi, oltre alle scuole dell’obbligo, un Istituto Tecnico Nautico, un Istituto Magistrale e Linguistico. Come sembrano lontani gli anni in cui don Gabriele Pagani raccoglieva nel suo privato Ginnasio “Alessandro Manzoni” (1934-40) quei ragazzi che altrimenti avrebbero dovuto salutare malinconicamente libri e banchi scolastici, e che nella quasi totalità dei casi, hanno avuto un capovolgimento benefico della loro vita.
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Il ponte del canale delle Saline è oggi in muratura; prima era in legno e si alzava a mo' di “ponte levatoio”, in seguito fu trasformato in “girevole”. Per permettere il transito dei grossi battelli che trasportavano il sale, lungo il canale delle saline, tirati da buoi sulle sponde opposte.
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Nel 1914 si costruisce a Carloforte la centrale termoelettrica, inizialmente consisteva in un gruppo elettrogeno a gas povero, di modesta potenza, che produceva corrente continua a 220 volts, per la forza motrice, e 110 volts per l'illuminazione. Per assicurare la continuità di distribuzione dell'energia, a motori fermi, era stata installata una batteria di accumulatori.
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Nel 1810 La carlofortina Francesca Rosso diventa unica legittima sposa di Sidi Mustafà (Bey di Tunisi), e prende il nome di Jenet Lela Bèia; nello stesso anno diventa madre di Hamed che diventerà Sidi Hamed Bey, detto il "Sardo".
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